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Eurobond “una guerra tra Nord e Sud”

2020-04-26 19:53

Giuseppe

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Eurobond “una guerra tra Nord e Sud”

Gli Eurobond nascono da una idea semplice:visto che l’eurozona è un’entità con un’unica banca centrale e un’unica moneta, perché non creare anche un unico....

Gli Eurobond nascono da una idea semplice:

visto che l’eurozona è un’entità con un’unica banca centrale e un’unica moneta, perché non creare anche un unico debito pubblico, garantito dall’insieme dell’eurozona? Ciò eviterebbe di avere tanti titoli di Stato per ogni paese, ognuno dei quali potrebbe essere sottoposto alle oscillazioni di mercato e a gli attacchi speculativi. Tale proposta avrebbe creato un nuovo tipo di obbligazioni, i cosiddetti eurobond.

L’idea prevede che questo tipo di obbligazione fossero garantiti dai partecipanti all’eurozona e quindi molto più stabili e con un tasso di interesse molto più basso dei titoli di stato dei veri paesi più deboli dell’eurozona stessa.

In questo modo, il costo del debito si sarebbe ridotto per molti paesi, che avrebbero potuto spendere più soldi per fare investimenti, aiutare i ceti più deboli o tagliare le tasse (a seconda delle proprie preferenze politiche). Dato che però alcuni stati avrebbero potuto approfittare di questo sistema, per esempio tagliando le tasse alle imprese e facendo concorrenza sleale agli altri o per mandare la popolazione in pensione molto presto rispetto al resto d’Europa (tutte cose comunque già avvenute) la Commissione proponeva anche una maggiore integrazione fiscale, cioè un ruolo maggiore della Commissione nel raccordare le politiche di bilancio dei singoli paesi membri (cosa che significa anche più potere per la Commissione di decidere cosa i singoli stati possano fare su pensioni, lavoro, investimenti, tagli e aumenti di tasse).

I governi di quasi tutti i paesi dell’Europa meridionale, dalla Francia all’Italia, dal Portogallo alla Grecia, li hanno sostenuti, insieme a numerosi economisti e commentatori. Con l’arrivo della pandemia da coronavirus il consenso si è allargato ulteriormente. Oggi la Commissione Europea sostiene apertamente l’introduzione di “coronabond” che abbiano lo scopo di finanziare le misure per contrastare gli effetti della crisi. In questi giorni persino alcuni giornali tedeschi hanno iniziato a sostenere questa proposta.

I nemici degli eurobond non sono così numerosi, ma sono altrettanto determinati. Provengono soprattutto dai paesi più ricchi del centro e del Nord Europa: Germania, prima di tutti, ma anche Austria, Paesi Bassi e Finlandia. Dal loro punto di vista, l’eurozona e in particolare i paesi dell’Europa meridionale non sono ancora pronti per questo strumento. Per i commentatori dei giornali popolari e i politici, in particolare della destra conservatrice e di quella radicale, i governi dei paesi mediterranei non sono abbastanza determinati e i loro popoli non sono abbastanza pronti ad accettare i “sacrifici” che la condivisione del debito pubblico implicherebbe. Per capire il loro punto di vista, possiamo provare a ribaltare la situazione: cosa penserebbero gli italiani della possibilità di usare i soldi dei contribuenti per garantire i debiti contratti dalla Tunisia o dall’Albania? Alcuni temono che i paesi mediterranei ne approfitterebbero per comportamenti economicamente irresponsabili, o che sia solo questione di tempo prima che alcuni di questi vadano in bancarotta, e a quel punto sarebbero tedeschi e olandesi a dover ripagare il loro debito.

Diversi economisti usano argomenti più raffinati, ma sostanzialmente simili: l’introduzione di eurobond senza la parallela creazione di una forte entità centrale in grado di obbligare paesi come l’Italia e la Spagna a spendere “bene” il denaro risparmiato grazie a questo strumento rischia di creare un “azzardo morale”, cioè permettere a quei paesi di continuare a spendere in modo sconsiderato senza più temere l’intervento punitivo dei mercati finanziari.

Secondo molti, l’attuale situazione di emergenza causata dalla pandemia è il momento migliore per forzare l’introduzione di questo strumento che, ritengono, prima o poi dovrà essere messo in piedi se si vuole proseguire con l’esperimento della moneta unica. Ma l’opposizione continua a rimanere forte e il blocco dei paesi nordeuropei rimane stabile sulle sue posizioni contrarie. (Tag:#coronavirus,#eurobonds,#covid-19 eurobond)

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