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Le Clausole di azione collettiva (Cacs)

2020-04-07 21:24

Giuseppe

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Le Clausole di azione collettiva (Cacs)

Per capirne il significato partiamo dal seguente esempio: «Abitate in condominio. Vi chiedono di sottoscrivere "pro quota" una polizza anti-incendio ....

Per capirne il significato partiamo dal seguente esempio: 

«Abitate in condominio. Vi chiedono di sottoscrivere "pro quota" una polizza anti-incendio comune. Prevede che previo rimborso danni si accerti se il fuoco sia stato causato da un vicino fumatore disattento oppure da un imprevedibile cortocircuito. Che fate, rifiutate?».

Il palazzo è l’Europa, di cui l’Italia fa parte sia come condomino – purtroppo con il vizio di un debito fumante – sia come sostenitore pro quota delle spese comuni, interessato quindi ad evitare che un incendio doloso o colposo, magari appiccato altrove, finisca per bruciargli l’appartamento. La polizza anti-incendio è naturalmente il Mes, assicurazione con un massimale da 702 miliardi, per la quale la terza economia dell’Eurozona, la nostra, ha già versato 14,3 miliardi di premio, in parte utilizzati – circa 295 miliardi – per evitare che le crisi delle banche spagnole o irlandesi e soprattutto quella fiscale della Grecia finissero per bruciare la casa comune.

La polizza Mes, quindi, esiste da tempo resta da chiarire cosa cambi ora per l’Italia – diventa per noi un cappio al collo? Un regalo alle banche tedesche? Prende i soldi ai poveri per darli ai ricchi? – e per l’Europa con la sottoscrizione del nuovo contratto "salva-Stati".

È possibile tuttavia in «circostanze eccezionali» che queste linee di credito non bastino e sia addirittura lo Stato stesso a contemplare una ristrutturazione del debito per alleggerirlo. Al Mes è affidata allora, con la riforma, la possibilità di agire quale mediatore tra lo Stato che deve ristrutturare il debito e i creditori privati – per tutelare quindi anche i "Bot People" – solo su richiesta del Paese membro e in modo temporaneo e informale, quindi non vincolante.

Le Clausole di azione collettiva (Cacs) vengono per questo modificate al fine di rendere la ristrutturazione più ordinata: con la decisione "a maggioranza" – un voto unico di tutti i creditori per accettare i termini della decurtazione e non, come accade oggi, un voto separato per ogni tipologia di titolo di Stato detenuto – si vuole evitare di dare in pasto il default a investitori speculativi come è accaduto per esempio all’Argentina quando i "fondi avvoltoio" hanno bloccato la ristrutturazione portando il Paese in Tribunale.

A chi possono interessare?
A tutti i risparmiatori possessori di titoli di Stato (Btp).

Perché interessano?
Perché lo Stato che ha emesso il debito ha la possibilità, in situazione di crisi, di ristrutturare il debito.

Cosa significa “ristrutturazione del debito”?
Che lo Stato può modificare unilateralmente la durata e il tasso di interesse dei BTP.

Vale per tutti i Btp?
Tale facoltà è prevista per le emissioni a partire dal 1 gennaio 2013, per i titoli con scadenza superiore ad 1 anno e per un ammontare massimo de 45% del debito emesso in 1 anno.

Consigli?
Se avete Btp in portafoglio, fateli controllare ad un Consulente Finanziario iscritto all’Albo.

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