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I Fondi Comuni, Le Sicav e gli ETF

2021-03-24 19:22

Giuseppe

Finanza, Covid19economia, covid19fondicomuni,

I Fondi Comuni, Le Sicav e gli ETF

Nell’ultimo articolo di Finanza scrivendo del piano di accumulo abbiamo introdotto il principio di mediazione del prezzo di acquisto che è una tecnica di ...

Nell’ultimo articolo di Finanza scrivendo del piano di accumulo abbiamo introdotto il principio di mediazione del prezzo di acquisto che è una tecnica di abbattimento del rischio insieme alla diversificazione.

Innanzitutto dobbiamo tener presente che per diversificare bene dobbiamo suddividere i nostri soldi tra i vari mattoncini, e conservare qualcosa per poter mediare quando serve. Se abbiamo un grosso patrimonio non è un  problema, anche se la diversificazione viene comunque fatta fino ad un certo punto per poter contenere i costi di negoziazione (le spese per comprare i titoli), inoltre, soprattutto nel caso delle obbligazioni di Stato, dobbiamo ricordare che il taglio minimo di acquisto è solitamente intorno ai 1000 euro.

Quindi noi comuni mortali come facciamo a diversificare e abbattere la volatilità facendo un piano di accumulo con cifre più “maneggevoli”?

Ci vengono in aiuto i fondi comuni di investimento, le Sicav e gli ETF.

Tutte e tre le tipologie di strumento non sono altro che dei contenitori in cui confluiscono i soldi degli investitori, nei quali un “gestore” (un professionista competente) compra per noi dei titoli. Il patrimonio del fondo è suddiviso in quote, che hanno un prezzo, e noi compriamo quote di quel patrimonio. È come essere soci di una attività che investe in vari settori e mercati.

In cosa investono questi strumenti? In tutto l’universo degli strumenti finanziari esistenti. Ci sono fondi/sicav/etf sulla liquidità, sui titoli obbligazionari di tutti i tipi e le scadenze sia in forma settoriale che mista, sulle azioni di tutto il mondo o singolo paese, quelli nfine che mescolano azion, obbligazioni e valute.

Insomma abbiamo l’imbarazzo della scelta nel poter comporre un portafoglio partendo da cifre minime di investimento che a seconda dei fondi a volte partono da 50 euro.

Sono lo strumento di investimento più democratico del mondo. Pensate di poter comprare un portafoglio di un centinaio di titoli con soli 50 euro. Si perché a proposito della diversificazione, il portafoglio titoli della maggior parte dei fondi consta di un centinaio di titoli diversi.

I fondi comuni sono di diritto italiano, le Sicav sono di diritto estero, di solito lussemburghesi o irlandesi, gli etf di varie nazionalità.

I fondi comuni e le Sicav hanno un gestore attivo, cioè un professionista che in base alle nozioni, notizie e all’andamento del mercato compra e vende dei titoli.

Gli ETF sono invece a gestione passiva, ossia replicano esattamente un indice o un paniere di indici.

Quindi la distinzione fondamentale tra i fondi/sicav e gli etf sta nel decidere se affidarsi al mercato puro o ad un gestore che tenta di darci un risultato migliore ovviamente facendosi pagare una commissione per questo.

Tutti questi strumenti hanno dei costi di gestione che vengono incassati dal gestore prelevandoli dal valore delle quote. Quindi non li sborsate direttamente per pagarli, ma il riflesso dei costi si avvisa nel prezzo della quota posseduta. I costi ovviamente sono più bassi negli etf, che non hanno un gestore, e più alti nei fondi/sicav.

Su questi strumenti si paga sempre l’imposta di bollo del 0,20% all’anno indifferentemente dalla cifra posseduta. E sui guadagni si paga sempre il 26%, tranne nel caso di fondi che abbiano al loro interno tutti o solo quota parte di titoli di stato su cui si paga sempre il 12,50%.

I fondi non hanno una scadenza si comprano e si vendono quando si vuole. Il capitale non è garantito, ma ci sono alcuni fondi a capitale protetto. Ci sono inoltre alcuni fondi che staccano cedole o dividendi come se fossero delle obbligazioni o azioni pure.

Sui fondi e le sicav possono essere applicate, dalla banca o dal consulente delle commissioni di ingresso o possono prevedere delle commissioni di uscita o addirittura delle commissioni così dette di performance, ossia, se il fondo fa meglio del mercato in un dato periodo di tempo (di solito trimestrale) il gestore vi fa pagare un premio per la sua bravura. Le commissioni di ingresso, di uscita e di performance stanno lentamente scomparendo anche grazie alla nuova legge sul risparmio chiamata MIFID 2 (di cui parleremo in seguito) ma fate sempre attenzione a quello che pagate, perché significa guadagnare meno o a volte addirittura rimetterci.

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